Spesso mi capita di ascoltare i miei amici celiaci lamentarsi per mal di pancia, diarrea, gonfiore addominale o crampi, anche dopo l’inizio della dieta senza glutine.Se è capitato o sta capitando anche a voi, prima di scervellarvi su quale alimento avete ingerito, che magari poteva contenere glutine, oppure di angosciarvi pensando alla temibile celiachia refrattaria (celiachia non rispondente alla dieta, evento fortunatamente davvero raro), provate a chiedervi se per caso non siate intolleranti al lattosio.
Moltissimi celiaci infatti, sono intolleranti al lattosio sia prima che addirittura anche dopo l’inizio della dieta senza glutine.
Vediamo perché.
Il lattosio è uno zucchero disaccaride.
I disaccaridi sono zuccheri complessi poiché sono formati da due molecole e il nostro organismo NON PUO’ digerirli così come sono, pertanto necessita di uno specifico enzima, per ogni disaccaride, che sia in grado di scindere questi zuccheri in molecole semplici (monosaccaridi).
Nella tabella seguente, vediamo quali sono i disaccaridi, da quali molecole di monosaccaridi sono composte e quali siano gli enzimi del corpo umano che servono per la loro scissione:
I rispettivi enzimi che servono alla scissione, sono presenti nelle pareti del duodeno e quindi è proprio nel duodeno che avviene la maggior parte delle scissioni di questi zuccheri.
Come saprete, la celiachia distrugge i villi intestinali, sulla cui sommità si trovano gli enzimi; pertanto, nei celiaci, i villi compromessi riducono la possibilità della scissione dei disaccardi.
Ecco spiegata la ragione dell’intolleranza al lattosio nei celiaci.
Ma che cosa fanno i disaccaridi non scissi nell’intestino?
Fermentano.
E nel colon creano gas (metano, idrogeno, ecc.) che gonfia e infiamma tutto il resto dell’intestino.
I medici meno attenti vi diranno che è (come al solito) COLITE.
Magari dando sempre la colpa ALLO STRESS!!!
Mentre si tratta di enzimi.
In alcuni casi, anche dopo una protratta e rigorosa dieta gluten-free, l’assetto enzimatico del duodeno non torna necessariamente in equilibrio.

ALCUNI CONSIGLI:
- I cibi più ricchi di lattosio, a parte il latte vaccino e di bufala, sono i latticini freschi quali le crescenze, formaggi freschi e molli. Hanno invece poco lattosio il parmigiano, il grana, il pecorino, i formaggi stagionati e la ricotta.
- Il latte di capra e di pecora contengono meno lattosio rispetto a quello di mucca e, soprattutto, quello di bufala che ne contiene moltissimo.
- In caso di intolleranza al lattosio non severa, si può ricorrere a enzimi chimici (principio attivo: TILATTASI) che si comprano in farmacia senza ricetta.
Sono pastiglie che si ingeriscono prima o dopo l’assunzione di lattosio e che AIUTANO, ma non fanno miracoli. Nel senso che non potete mangiare una marea di lattosio per molti giorni consecutivi e pretendere che la tilattasi vi faccia stare bene. Usatela con intelligenza, magari per togliervi uno sfizio.
- E’ sbagliato pensare che sia necessario ammazzarsi di latticini freschi e quindi di lattosio perché altrimenti le nostre ossa si sgretoleranno inesorabilemente per mancanza di calcio.
Intanto perché il calcio lo assumiamo anche con la carne. Poi perché in realtà cibi come il parmigiano, contengono molto calcio e pochissimo lattosio e per questo sono preferibili ai latticini freschi; 50-70 gr di parmigiano al giorno, anche grattugiato, sono più che sufficienti ai fini dell’assunzione di calcio.
- Fate attenzione ai salumi. Il lattosio rende morbida la carne, pertanto moltissimi insaccati, specie salami e salamini, sono pieni di lattosio e saccarosio e possono fare male anche se non contengono glutine. Inoltre il lattosio è contenuto in moltissimi farmaci (specie confetti o pastiglie), nella carne di vitello, in alcune salsicce crude o in alcuni hamburger già preparati.
Fate attenzione alla somma di questi quantitativi occulti di lattosio.
- Per chi ha un’intolleranza al lattosio severa, conseguente all’ingestione di glutine, può essere di aiuto, oltre ad eliminare o ridurre il lattosio, usare il fruttosio al posto dello zucchero normale (il fruttosio è un monosaccaride, quindi facilmente digeribile non dovendo richiedere una scissione tramite enzimi), ed eliminare i lieviti, i legumi e il miele (che contengono invece maltosio).
Valutate pertanto la necessità di effettuarlo, parlandone magari con il vostro medico.
[1] http://www.olympian.it/hg/n6_6.cfm
[2] http://www.kucinare.it/user/leggi_articolo.aspx?idarticolo=29
[3] http://www.pagineblusanita.it/pages/dizionario/dettagliotermini.asp?idtermine=2420
L’intolleranza al lattosio può migliorare ma non sparire del tutto, specie quando il soggetto è stato esposto al glutine per molti anni.
Tuttavia l’intolleranza al lattosio non è una prerogativa esclusiva della celiachia.
Il deficit di lattasi può essere primario (si nasce senza che l’enzima sia prodotto nel pancreas) -evento rarissimo- , oppure secondario –evento molto frequente- cioè può dipendere da problemi al duodeno o persino da una diminuzione della produzione dell’enzima.
La lattasi viene prodotta in grandi quantità già dal feto, prima della nascita. Ma dopo i 3 anni di vita la produzione comincia a diminuire. Nella maggior parte delle persone si stabilizza, ma in alcuni soggetti può diminuire progressivamente con gli anni, anche in assenza di problemi al duodeno. I cinesi e i giapponesi[1], per esempio, hanno un’alta percentuale di intolleranti al lattosio, probabilmente per una questione legata al moderato impiego, storicamente, di animali quali le mucche, nella loro pastorizia.
L’intolleranza può insorgere anche in soggetti affetti da altre malattie croniche dell’intestino (Chron, colite ulcerosa, duodenite), ma persino in soggetti non affetti da alcuna patologia, che per qualche motivo (diete errate, abuso di superalcolici, infezioni intestinali da virus, errate o eccessive terapie con antibiotici) hanno alterato l'equilibrio della loro flora batterica. E' chiaro che in quest'ultimo caso, l'intolleranza avrà carattere transitorio e si tornerà a digerire il lattosio una volta eliminata la causa scatenante.
Tuttavia l’intolleranza al lattosio non è una prerogativa esclusiva della celiachia.
Il deficit di lattasi può essere primario (si nasce senza che l’enzima sia prodotto nel pancreas) -evento rarissimo- , oppure secondario –evento molto frequente- cioè può dipendere da problemi al duodeno o persino da una diminuzione della produzione dell’enzima.
La lattasi viene prodotta in grandi quantità già dal feto, prima della nascita. Ma dopo i 3 anni di vita la produzione comincia a diminuire. Nella maggior parte delle persone si stabilizza, ma in alcuni soggetti può diminuire progressivamente con gli anni, anche in assenza di problemi al duodeno. I cinesi e i giapponesi[1], per esempio, hanno un’alta percentuale di intolleranti al lattosio, probabilmente per una questione legata al moderato impiego, storicamente, di animali quali le mucche, nella loro pastorizia.
L’intolleranza può insorgere anche in soggetti affetti da altre malattie croniche dell’intestino (Chron, colite ulcerosa, duodenite), ma persino in soggetti non affetti da alcuna patologia, che per qualche motivo (diete errate, abuso di superalcolici, infezioni intestinali da virus, errate o eccessive terapie con antibiotici) hanno alterato l'equilibrio della loro flora batterica. E' chiaro che in quest'ultimo caso, l'intolleranza avrà carattere transitorio e si tornerà a digerire il lattosio una volta eliminata la causa scatenante.

ALCUNI CONSIGLI:
- I cibi più ricchi di lattosio, a parte il latte vaccino e di bufala, sono i latticini freschi quali le crescenze, formaggi freschi e molli. Hanno invece poco lattosio il parmigiano, il grana, il pecorino, i formaggi stagionati e la ricotta.
- Il latte di capra e di pecora contengono meno lattosio rispetto a quello di mucca e, soprattutto, quello di bufala che ne contiene moltissimo.
- In caso di intolleranza al lattosio non severa, si può ricorrere a enzimi chimici (principio attivo: TILATTASI) che si comprano in farmacia senza ricetta.
Sono pastiglie che si ingeriscono prima o dopo l’assunzione di lattosio e che AIUTANO, ma non fanno miracoli. Nel senso che non potete mangiare una marea di lattosio per molti giorni consecutivi e pretendere che la tilattasi vi faccia stare bene. Usatela con intelligenza, magari per togliervi uno sfizio.
- E’ sbagliato pensare che sia necessario ammazzarsi di latticini freschi e quindi di lattosio perché altrimenti le nostre ossa si sgretoleranno inesorabilemente per mancanza di calcio.
Intanto perché il calcio lo assumiamo anche con la carne. Poi perché in realtà cibi come il parmigiano, contengono molto calcio e pochissimo lattosio e per questo sono preferibili ai latticini freschi; 50-70 gr di parmigiano al giorno, anche grattugiato, sono più che sufficienti ai fini dell’assunzione di calcio.
- Fate attenzione ai salumi. Il lattosio rende morbida la carne, pertanto moltissimi insaccati, specie salami e salamini, sono pieni di lattosio e saccarosio e possono fare male anche se non contengono glutine. Inoltre il lattosio è contenuto in moltissimi farmaci (specie confetti o pastiglie), nella carne di vitello, in alcune salsicce crude o in alcuni hamburger già preparati.
Fate attenzione alla somma di questi quantitativi occulti di lattosio.
- Per chi ha un’intolleranza al lattosio severa, conseguente all’ingestione di glutine, può essere di aiuto, oltre ad eliminare o ridurre il lattosio, usare il fruttosio al posto dello zucchero normale (il fruttosio è un monosaccaride, quindi facilmente digeribile non dovendo richiedere una scissione tramite enzimi), ed eliminare i lieviti, i legumi e il miele (che contengono invece maltosio).
Questa disciplina deve essere osservata, finchè il duodeno non si sfiamma.
Ricordiamoci che l’eliminazione dei disaccardi non digeriti dall’intero intestino può avvenire in più giorni. Nel colon, oltre a produrre metano, idrogeno e anidride carbonica, produrranno istamina, attraverso alcuni batteri e lieviti. Una quantità eccessiva di istamina nell’intestino può dare luogo a fenomeni di intolleranze pseudo-allergiche (PAR)[2] nei confronti di cibi che ne sono naturalmente ricchi. Pertanto, più tempo stazioneranno nel colon non digeriti (in particolare i formaggi) e più alto sarà il rischio di innestare un meccanismo che porterebbe, oltre che a guai seri, a dover eliminare molti più cibi che liberano istamina (crostacei, carciofi, asparagi, pomodori, insaccati, tonno in scatola, formaggi stagionati, noci, ecc).
- Per diagnosticare l’intolleranza al lattosio si effettua (oltre all’analisi elle feci) un semplice test, detto test del respiro (Breath test per il lattosio)[3]. Si tratta di soffiare in una specie di palloncino, ingurgitare un bibitone disgustoso contenente lattosio (20 g) e, dopo un po’, risoffiare sempre nel palloncino. Serve a stabilire la quantità di idrogeno che si libera durante la mancata scissione del lattosio. L’idrogeno liberato nell’intestino viene assorbito dal sangue e va nei polmoni, quindi, poi, nel palloncino. Il Breath Test al Lattosio viene eseguito generalmente al mattino, dopo un digiuno di almeno 8 ore. Per sottoporsi al test, inoltre, è necessario non assumere antibiotici, fermenti lattici e lassativi nei 7 giorni prima dell’esame e cenare la sera prima con riso bollito con olio e carne o pesce ai ferri o bolliti. Inoltre in molti laboratori consigliano di non fumare per almeno 12 ore prima del test.
Il consiglio è: fatelo solo se NON siete sicuri di essere intolleranti al lattosio.
- Per diagnosticare l’intolleranza al lattosio si effettua (oltre all’analisi elle feci) un semplice test, detto test del respiro (Breath test per il lattosio)[3]. Si tratta di soffiare in una specie di palloncino, ingurgitare un bibitone disgustoso contenente lattosio (20 g) e, dopo un po’, risoffiare sempre nel palloncino. Serve a stabilire la quantità di idrogeno che si libera durante la mancata scissione del lattosio. L’idrogeno liberato nell’intestino viene assorbito dal sangue e va nei polmoni, quindi, poi, nel palloncino. Il Breath Test al Lattosio viene eseguito generalmente al mattino, dopo un digiuno di almeno 8 ore. Per sottoporsi al test, inoltre, è necessario non assumere antibiotici, fermenti lattici e lassativi nei 7 giorni prima dell’esame e cenare la sera prima con riso bollito con olio e carne o pesce ai ferri o bolliti. Inoltre in molti laboratori consigliano di non fumare per almeno 12 ore prima del test.
Il consiglio è: fatelo solo se NON siete sicuri di essere intolleranti al lattosio.
Il quantitativo di lattosio che vi daranno non è affatto poco. Stiamo parlando di 20 g di lattosio. Considerate che 100 ml di latte equivalgono a 5 g di lattosio, peranto sarà come bere 400 ml di latte.
Chiaramente, se siete intolleranti al lattosio in maniera seria, dopo il test vi verranno i crampi, la diarrea, il vomito, ecc.
Valutate pertanto la necessità di effettuarlo, parlandone magari con il vostro medico.
[1] http://www.olympian.it/hg/n6_6.cfm
[2] http://www.kucinare.it/user/leggi_articolo.aspx?idarticolo=29
[3] http://www.pagineblusanita.it/pages/dizionario/dettagliotermini.asp?idtermine=2420
ESISTE UN PRODOTTO SPECIFICO A BASE DI
RispondiEliminaBETA GALATTOSIDASI , CAOLINO E FIBRA DI ACACIA CHE SI CHIAMA LACTOINT ED E' MOLTO EFFICACE
Premetto che sono "solo" intollerante al lattosio e non celiaco.
RispondiEliminaHo provato vari integratori di lattasi, tra cui lactoint, ma nessuno mi ha fatto mai effetto;
l'unico che funziona per me è Digerlat, forse perchè oltre la lattasi contiene anche i probiotici che ne aiutano lo sviluppo ex novo.
Ah, è anche privo di glutine
scusate, io ho fatto degli esami del sangue specifici per gli anticorpi anti gliadina IgG e IgA e anticorpi anti transglutaminasi IgA e IgG e IgE specifiche per nocciola latte pomodoro lievito acido naturale mela kiwi e pesca ed è risultato sballato solo quello degli anticorpi anti gliadina IgG che è a 17 mentre il limite sarebbe a 10 per la negatività..
RispondiEliminac'è il rischio che sia celiaco avendo solo quel valore sballato ? tutto il resto anche per il latte risulta negativo... sono sicuro con questi esami o devo per forza fare il breath test specifico per il lattosio ? thx
Salve,
RispondiEliminacon l'antigliadina IgG positiva dovrebbe sentire un gastroenterologo. Può essere un falso positivo ma potrebbe anche essere un rischio di malattia celiaca.
Le IgE negative significano solo che Lei non è allergico a quegli alimenti, mentre la celiachia non è un allergia.
Il test del lattosio non da la certezza di essere o non essere celiaco. Un gastroenterologo valuterà il da farsi nel suo specifico caso, considerando anche i sintomi che eventualmente accusa.
Buona giornata.
io sono intollerante al lattosio da ormai due anni e noto che con il passare del tempo la cosa peggiora e ormai non posso mangiare praticamente nulla....carne no ( solo bianca) , cereali no, pizza no, funghi no....
RispondiEliminaOra per caso sono due giorni che mangio tonno e ho forti crampi...c'entra qualcosa???? da premettere che ieri sera ho mangiato dei cereali perchè ne avevo voglia ( pur sapendo che nn mi avrebbero fatto bene)
perchè leggevo qui un nesso ma non mi è ben chiaro....sono una biologa, ma non ho capito.... ;-(
Se il tonno era nella classica confezione di latta si! Tutti gli alimenti confezionati con la latta contengono lattosio per la conservazione. Sono intollerante da 5 anni e sotto consiglio del mio gastroenterologo quando faccio la dieta priva di lattosio non mangio il tonno nella latta ma quello in vetro! In bocca al lupo ! Silvia
EliminaPenso che una visita da un gastroenterologo le sarebbe d'aiuto.
RispondiEliminaPosso dirle che il tonno contiene istamina e se la sua flora batterica non è equilibrata o se c'è un'infiammazione molti cibi possono dare problemi.
Cordialmente,
Patrizia.